Editoriale - Pasqua - Aprile 2020
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Locandina
Annamaria Monti - Angelo
L'autrice vive e opera a Bonorva (CA)

Sei il brivido di luce nell'ombra

L'ombra di un'aurora appena accennata si infrange tra le nubi sfrangiate dal riverbero della perfetta rinascita del giorno. L'aurora spezza la notte di luna piena, notte della morte innocente, il gallo non ne annuncia il finire.

La pietra circolare, vocale chiusa sulla bocca del sepolcro, le pholomis rosa chiaro fanno ala ai lampi del vento. Si sta componendo – come da secoli antichi – l'alleanza tra il muto cielo e i dolori della terra. Ed è il giardino a comporre la musica arcana di Colui che nel respiro della pietra s'annuncia, di Colui che di quella vocale chiusa farà un varco alla bocca del sepolcro. Una vertigine, sarà.
Appare un angelo a donne mantellate in scialli, celanti spezie e profumi, accorse dopo una veglia composta nel pianto di sguardi negli sguardi: - Non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto! – Si guardano nel freddo, si interrogano tra le rughe appiattite dallo spavento, si toccano per essere certe di non essere cadute in un sonno misterioso di sogni e veggenze. La figura – brivido di luce nell'ombra – è fulgore tra ulivi e tamerici, è la loro vertigine. La grazia dell'angelo buca l'incredulità, le rende immobili e occhi negli occhi compie sul loro viso il sorriso, l'illuminazione delle guance. Le loro mani depongono tra l'erba rugiadosa le urne con la mirra, il sudario fresco di brina. Timore. Nullaltro che timore. E l'angelo rotola la pietra, spalanca la bocca del sepolcro così che la Parola si possa far udire, così che la profezia le investi e le lacrime della notte diventino gemme immacolate tra la terra muschiosa. IL Verbo fatto carne, flagellato alla maestosa colonna del Tempio, inchiodato da martelli sui legni strappati al vecchio bosco sulle colline di Gerusalemme e trafitto con un gioco di rovi e spine sagomato a corona, mentre il buio diventa padrone del giorno e fa alzare la raffica del vento spegnendo ogni illusione e spargendo polvere mista a lacrime, mentre i veli delle donne librano come ali, si ripresenta come un Alleluia corale sulle labbra di donne.
Il Verbo torna, ora, nel giardino ad essere l'Amato, ad essere brezza lieve. Lo si può toccare, baciargli i piedi. Può essere gridato correndo, scompigliando le chiome, perdendo i sandali. Annunziarlo, come l'angelo Gabriele già fece, darne nuovamente notizia, in un continuo desiderio che non si spegnerà fino alla fine dei tempi. Ritrovarlo sul monte, dove lo si ascolterà a piena luce, tra lo stormire degli alberi: "Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
Santa Pasqua 2020, Milena Simonotti
Il titolo è la prima frase della poesia L'Angelo di Antonio Prete (da Tutto è sempre ora, Einaudi 2019)


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