Editoriale - Settembre 2017
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Sta concludendosi la stagione estiva dei molti "festival" dedicati a molteplici temi (scienza, spiritualità, arte, politica, antropologia ecc.). È evidente una certa dimensione consumistica della cultura, come un risvolto anche commerciale offerto alle città ospitanti. Al di là delle diverse voci critiche, del ricorrente invito alle stesse figure di richiamo, dimenticando che potrebbero essere occasioni per promuovere persone più defilate dai media ma non meno rilevanti, è un segno che l'interesse culturale rimane. Nonostante quello che appare, c'è sempre chi vuole comprendere l'uomo, la vita e cerca le occasioni propizie. Ciò incoraggia anche la nostra piccola attività che riprende quest'anno attorno a una pluralità di temi che, ci auguriamo, sia d'interesse.

Continua la rilettura del cristianesimo che chiede, davanti alla contemporaneità, una ricollocazione di alcuni suoi elementi teologici. Molta spiritualità cristiana è segnata da una prassi sacrificale che, oltre a annichilire la vita, sembra pretendere l'offerta di un prezzo a Dio per la sua grazia. Ripensare il sacrificio è così un momento rilevante, non meno di quello sollecitato da Papa Francesco sulla misericordia.
Accanto, la ripresa del rapporto tra fede e opere che ha contribuito alla spaccatura storica della Riforma. L'analisi della Lettera ai Galati di Paolo e della Lettera di Giacomo ci aiuterà a comprenderne la rilevanza della questione.
Propria del cristianesimo cattolico è, poi, la grande devozione mariana. Con l'occasione di Passio 2018, l'evento diocesano dedicato quest'anno a "Maria e alle donne", abbiamo pensato ad una giornata di confronto sul senso di questa importante spiritualità e la sua connessione con il tema scottante delle apparizioni.
Il confronto interreligioso ci vedrà attenti ancora al giudaismo rabbinico, con un saggio interpretativo di Genesi, e un approfondimento della tradizione buddhista sul concetto chiave dell'impermanenza e della vacuità del soggetto. Tema che segna una distanza con l'Occidente. Due linee che invitano anche al confronto sulla realtà fattuale offerta dalla scienza (in specie la meccanica quantistica). Perchè l'interpretazione delle scritture sacre non può più prescindere - nella consapevolezza dei piani diversi - dall'orizzonte offerto dagli altri saperi.

Cercare espressioni religiose e spirituali nell'arte, nella musica, nella pittura, nella letteratura, vorrebbe essere un altro impegno per l'anno sociale, accanto all'esplorazione dei grandi testimoni (don Mazzolari).

Sarà l'anno anche del Convegno, un impegno per noi più arduo e radicale. Lo dedicheremo al tema del fine-vita, a come vivere il morire, alla questione del disporre di sè. Senza pretese risolutive, almeno con l'intento di suscitare una più fondata personale riflessione.

Su questo rinnovato sito segnaleremo via via i dettagli del cammino. Vi aspettiamo.



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